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15 Set 2008 
 Cerco di non fare la sentimentale, ma sentimentale, ahimé, lo sarò sempre. Una che si commuove guardando Willy Wonka è decisamente irrecuperabile.
Oggi sono tornata alla vecchia casa per la penultima volta (l’ultima sarà quando quella strega della proprietaria mi restituirà la caparra) e dopo tanto ho rivisto pelato e rastone in una casa che ormai ha perso le sembianze originarie, ma che subito mi ha fatto affiorare alla mente tutto un anno vissuto là dentro. E so che quell’anno è mio e che nessuno me lo porterà via, ma vedere anche loro che lasciavano quella casa ti fa perdere delle certezze, i primi punti di riferimento che mi sono costruita in una città sconosciuta. Fra tanta gente sconosciuta ho incontrato subito loro. Vivere con tre uomini poi non è né una cosa consueta né una cosa che ti può lasciare incolume.
Ho vissuto momenti straordinari, sì dai anche con muto, l’unico momento positivo con lui, per non dire l’unico momento, è stato quando tornata esausta da una mattinata di studio in biblioteca lui aveva fatto il risotto e abbiamo pranzato tutti assieme.
Di pelato mi mancheranno gli interminabili pomeriggi passati ad ascoltarlo. Io dovevo studiare, ero lì in cucina con i libri aperti non penso ci fossero molti dubbi, lui si preparava il tè delle cinque (non per merenda ma per colazione, quello era il suo orario di risveglio mattutino) e con una scusa qualsiasi attaccava discorso e mi intratteneva con sproloqui che partivano dal tempo e arrivavano alle calze di sua nonna, il tutto in un appassionante monologo in cui se cercavo di intervenire lui mi parlava gentilmente di sopra.
Con rastone ho davvero tanti momenti da ricordare, la maggior parte delle volte ci ritrovavamo io e lui, perché muto non c’era e pelato dormiva. In assoluto mi mancheranno le serate in cui lui tornava dal lavoro, io dalle “notti brave” e si rimaneva a chiacchierare in terrazza con i gatti (chiacchieravano tanto anche loro).
Penso che mi mancherà tutto, provo a convincermi che ci saranno tanti altri bei momenti da ricordare in questa casa, so che ce ne saranno, è solo che saranno belli in maniera diversa.

 
Admin · 114 visite · 0 commenti
12 Set 2008 
Curo le foglie
saranno forti
se riesco ad ignorare che

gli alberi son morti


Admin · 227 visite · 3 commenti
09 Set 2008 
In questi giorni mi stavo ingegnando su come poter lavorare senza togliere troppo tempo allo studio e senza aver a che fare con cani, bambini e altri animali del genere. Ho pensato così alle lezioni private per ragazzini che avessero superato da un po’ la nefasta età storica del rompicoglionanesimo.
Metto così l’annuncio sul sito dell’informagiovani, escludo tutte le materie che abbiano anche lontanamente a che fare con numeri e segni strani di vario tipo, opto quindi per lezioni di filosofia (sapevo che prima o poi la laurea in filosofie e scienze della comunicazione mi sarebbe servita a qualcosa), letteratura e grammatica.
Passa qualche giorno, mi chiama un tizio, vuole che dia lezioni alla figlia.
Che tipo di lezioni?
Di grammatica, quelle di matematica le ha già fatte.
Ah, dunque sua figlia è ciò che comunemente si definisce un genio?!
Le servirebbe qualche lezione prima che inizi le scuole superiori, sa andrà al liceo “Romagnosi”.
Ah complimenti, non ho idea di che scuola sia ma sento un brivido lungo la schiena solo per il modo in cui l’ha detto.
Lei vive a Parma?
Si vivo a Parma, ma sono calabrese.
Ah, e perché me lo dice?
No sa, appartengo ad una famiglia malavitosa ed è meglio mettere subito le cose in chiaro.
Comunque si capisce già dall’accento che non è del nord!
Ah cavolo, nonostante mi stessi sforzando a simulare una fastidiosa erre moscia accompagnata da tipici intercalari piemontesi?!
Lei quanti anni ha?
Ne devo fare 23.
Ah, è giovane!
In realtà mi hanno ibernata settant’anni fa e scongelata da qualche tempo, ma ho appreso un metodo per l’insegnamento infallibile dalla mia compagna di banco Maria Montessori, non so se la conosce.
Va bene io ho in lista lei e altre due ragazze, sento le altre e poi le faccio sapere.

Non mi ha più chiamata, forse perché sono troppo giovane, forse perché non ho fatto un gridolino entusiasta alla parola “Romagnosi”, forse perché le altre avevano una voce più accattivante e sensuale della mia.



Admin · 331 visite · 7 commenti
05 Set 2008 


È già da un po’ che ho deciso quale sarà il campo giornalistico nel quale mi specializzerò e mi sembra giusto rendere partecipi anche voi di questa mia ponderata e sofferta scelta lavorativa, di questo mio percorso di formazione interiore ed accademico che è finalmente sfociato in un obiettivo indissolubile da raggiungere a qualsiasi costo.
Il mio sogno si realizzerà quando diventerò giornalista di Cioè, con contratto a tempo indeterminato. Avete presente il giornalino settimanale per pre-adolescenti e adolescenti isteriche, con copertina e retro copertina tempestati di adesivi insignificanti che questi esseri mitologici attaccano sul loro diario di scuola? Si proprio quello. Lo compravo anch’io alle scuole medie e sì ero anch’io un essere mitologico (come direbbe Libero de Rienzo “col corpo di uomo e la testa di cazzo”).
Una volta, avevo 12 anni, lo acquistai con una mia ex amichetta (e sottolineo ex perché all’età di 17 anni pensò bene di circuire il mio ragazzo di allora, e di questo poi gliene sono stata grata, ma per me rimarrà sempre “la stronza”) e dentro ci trovammo, come gadget in regalo, un assorbente interno. A pensarci ora non c’era niente di male (a parte il fatto che invece di un portachiavi o di una fermaglio con le perline il gadget fosse un assorbente), ma a 12 anni, quando a stento inizi a capire di appartenere al sesso femminile, è un dramma!
Comunque tornando al mio sogno, vorrei scrivere per una di quelle rubriche tipo “La posta del cuore”, sottotitolo “Risponde la vostra amica Roberta”.
Esempio di lettera:
Domanda
Ho baciato il mio ragazzo con la lingua. Sono incinta? by Pesciolina 95 (non scordate che le bambine nate nel 95 sono le attuali tredicenni)
Risposta
Cara Pesciolina, non ti devi preoccupare, i baci non possono determinare tali fenomeni, sii serena e apri sempre il tuo cuore. 

Ho pensato che se in ogni risposta inserisco la parola amore o cuore il successo della mia rubrica sarà assicurato.

Ovviamente sarete obbligati a comprare Cioè alle vostre figlie e a costringerle a mandarmi infinite lettere per farmi i complimenti per i consigli.


Admin · 251 visite · 5 commenti
03 Set 2008 


Stamattina ho avuto l'esame di sociologia della comunicazione. Faccio colazione e nel mentre butto un occhio agli appunti, l'esame sarebbe stato da lì a un’ora, bevo il caffè e ripeto “il segno si decifra l’apparenza mai”, “il segno si decifra quando cazzo ti pare, l’apparenza mai”. Non ho detto proprio questo, ma la scenetta era molto simile, con me in pigiama e non in mutande, “apparenza si decifra, no, il segno si decifra, l’apparenza non si deve assolutamente decifrare, non esiste proprio al mondo che l’apparenza si decifri… un piccolo cannino e l’esame è fatto”. No questo non l’ho fatto!
Mi vesto e intato ripeto “dunque far cedere le cose all’apparenza pura, farle brillare nell’apparenza pura” “il segno non è un’apparenza e l’apparenza non è un segno”.
Pronta, mi avvio alla porta “ho dimenticato niente?!”, “eppure cazzo…boh”, chiudo la porta, scendo le scale, le chiavi le ho, la bacinella non ce l’ho in casa, e anche se l’avessi in mezza giornata non si riempirebbe, canna abbiamo detto prima che non l'ho fatta… “no eh, cazzo questo no!”, non ho assolutamente idea in che aula è l’esame, torno indietro, le chiavi per fortuna le ho, così non devo scavalcare la finestra del mio vicino per entrare, guardo l’appello, l’aula dell’esame non è scritta neanche là. Chiamo Giuseppe, o meglio rompo Giuseppe, mi serve il numero di Giulia, chiamo Giulia, non sa dove si terrà l’esame e ha deciso di non darlo, mi consiglia di andare allo studio del docente. Arrivo in Borgo Carissimi, sulla porta del suo studio c’è scritto che l’esame sarà in aula magna. Bene, mi reco in aula magna, giusto due secondi prima che arrivi il professore, fa l’appello, rispondo “ciao, sono io”. Faccio l’esame, 7 domande, di cui 6 a crocette, 10 minuti per rispondere. L’argomento purtroppo non è Apocalipisy Nau e purtroppo è scritto altrimenti mi sarei presentata con gli occhiali da sole e quano il prof. mi avrebbe chiesto di toglirli avrei risposto “gli occhiali? No perché siccome ho studiato tutta la notte, c’ho un po’ gli occhi…
Non supero l’esame. E come Fiabeschi avrei voluto dirgli “sei una stronza…questo è un esame di merda… e tu sei una fottutissima fascista del cazzo!!! Assetata di potere come Hitler… e non mi hai nemmeno chiesto la differenza tra il segno e l’apparenza, che il segno si decifra e l’apparenza non si deve decifrare, e mi viene a domandare del serpente? Sai dove te lo devi mettere il serpente? Nel tuo culo merdoso fascista… ma vatti a far proletariare la f... va”. Decisamente forte, peccato che il professore è un uomo, peccato che non c'è traccia di serpenti nelle domande, peccato che l’esito dell’esame è solo “superato” o “non superato”, altrimenti avrei potuto anche dire “senta professoressa, finiamola con questa farsa, io non ho potuto studiare, mi dia diciotto perché sennò devo partire militare 
Admin · 563 visite · 5 commenti

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