Ultimi Commenti

Very good topic about this good ...

17.03.10 @ 00:32:47
da KRISTINAChavez


Fantabulous topic close to college! Really ...

15.03.10 @ 16:15:18
da CarolynTUCKER21


Academic career seems to be very ...

15.03.10 @ 02:44:43
da MAI22Schmidt


That’s great that you do such ...

13.03.10 @ 16:58:40
da JensenPhoebe35


Do you understand that it is ...

08.03.10 @ 12:18:54
da Stefanie28CANTRELL


Calendario

Febbraio 2010
LunMarMerGioVenSabDom
 << < > >>
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
232425262728 

Chi c'é online?

Membro: 0
Visitatore: 1

Avviso

rss Sindicazione

14 Giu 2008 
Va bene, lo ammetto, non amo il calcio. Anzi se devo essere sincera, non provo sentimenti tiepidi, lo odio proprio (e Luca ne sa qualcosa, visti i lunedì mattina in cui lui e Roberto si scambiavano opinioni sulle partite del giorno precedente ed io aspettavo impazientemente l’arrivo di Chiara, per poterci scambiare commenti su tutt’altro!!!).
Non riesco a concepire undici lampadati/mesciati che corrono dietro un pallone e per farlo sono strapagati.
Le partite della nazionale però le guardo. Non per spirito patriottico (mai provato in vita mia) e neanche perché è un evento che vuoi o non vuoi devi seguire, ma semplicemente perché, lo ammetto, un po’ mi piace (non voglio sbilanciarmi troppo)! E poi mi piace quando a guardarlo si è in tanti e da poco ho anche scoperto che mi piace ascoltare in sottofondo (non proprio come un accompagnamento musicale) i commenti di Giuseppe che rendono particolarmente piacevole la visione della partita.
Comunque ieri si è giocata la seconda e deludente partita di questi europei, il risultato è stato un pareggio. La cosa più “grave” però è che io non sono riuscita a vedere il gol dell’Italia.
Aveva appena segnato quel bell’uomo di Mutu (vi risparmio i commenti fra me e Cinzia su Mutu) e mi sono assentata un attimo per andata in bagno, due minuti, giuro. Sento improvvisamente gridare e solo quando torno capisco cosa è successo, Panucci ha segnato, e mentre questo avveniva io ero in bagno. Giuseppe mi ordina di tornare subito in bagno perchè sarei io a buttare il cosiddetto “piccio”. Il che non è vero, però la cosa è alquanto sospetta! Qualcosa mi dice che non mi chiamerà più nessuno per invitarmi a vedere la prossima partita…


Admin · 341 visite · 6 commenti
Categorie: Esercizi di stile
09 Giu 2008 
I tuoi occhi è un luogo della mente
Passa il fiume e non rimane niente
Sulla spiaggia ci sono le rose
Se le guardo non sono più rose
Sotto il cielo che non ride mai
Mi aspetterai cantando

Onda calabra
In doichlanda
Und die kleine
Und die spiele
Und die arbeit

Onda calabra
In doichlanda
Und die sonne
Und die sonne
Sceint alleine

I tuoi occhi é un luogo interessante
Passa il fiume e non ricordo niente
Sulla spiaggia ci sono le cose
Se le guardo non sono più cose
Sotto un cielo che non ride mai
Mi aspetterai cantando

Onda calabra

In doichlanda
Und die kleine
Und die spiele
Und die arbeit

Onda calabra
In doichlanda
Und die sonne
Und die sonne
Sceint alleine


(Il parto delle nuvole pesanti)


Admin · 185 visite · 1 commento
04 Giu 2008 
C’è lezione e poi un’altra, tre mesi. La porta non si apre. Ne inizia un’altra, altre due. Non ricordo quando, non l’attimo, non il senso, da qualche parte però, in un preciso momento. Sono la prossima, due volte. Poi sono fuori, per strada, tra la gente, e poi c’è altra gente, tanta gente, tanta fastidiosa gente. Poi c’è un attimo che ricordo, questo lo ricordo, lo ricordo perfettamente e poi il giorno seguente. Nel frattempo ci sono altri giorni. Ci sono due ragazze ubriache. C’è una donna grassa con i tacchi a spillo. Cosa sto facendo? C’è altra gente, ancor più fastidiosa della precedente… poi non ricordo più niente

Admin · 231 visite · 3 commenti
30 Mag 2008 
Resterò più semplicemente dove un attimo vale un altro senza chiedermi come mai…

Admin · 146 visite · 1 commento
22 Mag 2008 
Per questo post rendo grazie a wikipedia.

Il copyright è l'insieme delle normative sul diritto d'autore. È solitamente abbreviato con il simbolo ©.

Nel XX secolo, l'avvento dei riproduttori ed in particolare del computer e di internet, ha fatto venir meno uno dei cardini alla base del copyright: ovvero il costo e la difficoltà di riprodurre e diffondere sul territorio le opere, aspetti fino ad allora gestiti dalla corporazione degli editori dietro congruo compenso o cessione dei diritti da parte degli autori. Ciò ha reso assai difficile la tutela del copyright.
Il primo episodio con eco internazionale, si è avuto a cavallo fra il XX e il XXI secolo con il cosiddetto caso Napster, uno dei primi sistemi di condivisione gratuita di file musicali. La chiusura di Napster avvenuta nel 2002 e generata dalle denunce dagli editori che vedevano nel sistema un concorrente ai propri profitti, non ha risolto se non per breve tempo il problema. Nuovi programmi di file sharing gratuito sono sorti rimpiazzando l'originale Napster e vanificandone la chiusura. Una costante ed ingente diminuzione delle vendite di album musicali è scaturita dalla diffusione di questi sistemi.
Il file sharing, gestito tramite il sistema del peer-to-peer, e in generale le nuove tecnologie e internet si sono evolute e diffuse con grande velocità, rendendo difficile per le legislazioni internazionali un aggiornamento con la medesima prontezza.
L'espressione inglese copyleft individua un modello alternativo di gestione dei diritti d'autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l'autore indica ai fruitori dell'opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. Nella versione originaria del copyleft, cioè quella riferita all'ambito informatico, la condizione principale obbliga i fruitori dell'opera a rilasciare eventuali modifiche apportate all'opera a loro volta sotto lo stesso regime giuridico. In questo modo, il regime di copyleft e tutto il fascio di libertà da esso derivanti sono sempre garantiti.
La pratica comune per raggiungere lo scopo di imporre la libertà di copia e distribuzione di una creazione o di un lavoro, compresi tutti i suoi derivati, è quella di distribuirlo con una licenza.

La privacy è il diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata.La privacy si traduce spesso nella capacità di una persona (o di un gruppo di persone), di impedire che le informazioni che la riguardano diventino note ad altri, inclusi organizzazioni ed enti, qualora il soggetto non abbia volontariamente scelto di fornirle.
Il termine privacy, concetto inizialmente riferito alla sfera della vita privata, negli ultimi decenni ha subito un'evoluzione estensiva, arrivando a indicare il diritto al controllo sui propri dati personali.
La recente diffusione delle nuove tecnologie ha contribuito ad un assottigliamento della barriera della privacy, ad esempio la rintracciabilità dei cellulari o la relativa facilità a reperire gli indirizzi di posta elettronica delle persone.
Oggi la privacy si pone quale indiscutibile strumento di salvaguardia della libera e piena autodeterminazione dell'individuo.Il rapporto fra diritto di cronaca e privacy è molto complesso ed è regolato da una serie di norme che, con il passare degli anni, stanno tentando di stabilire un corretto compromesso fra i diversi interessi messi in campo.Ci sono norme, volte a proteggere la privacy dei cittadini, alle quali i giornalisti devono attenersi durante l'adempimento del proprio lavoro:L'8 luglio del 1993 è stata approvata, da parte del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della Stampa, la Carta dei doveri dei giornalisti italiani. Il documento è significativo in quanto si propone di tutelare la libertà di informazione intesa anche come diritto passivo della collettività. La carta è suddivisa in quattro punti fondamentali: i diritti della persona, il dovere di rettifica, la presunzione di innocenza e le incompatibilità professionali. La parte concernente i diritti della persona, oltre a vietare qualsiasi tipo di discriminazione per razza, religione, sesso ecc., afferma che non si possono pubblicare notizie sulla vita privata delle persone. La legge del 31 dicembre 1996, n. 675 garantisce che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone fisiche. L'articolo 25 si intitola Trattamento di dati particolari nell'esercizio della professione giornalistica, e vieta di trattare senza consenso dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale dei cittadini, e affida al Garante il compito di promuovere l'adozione, da parte del Consiglio nazionale dell'Ordine, di un codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali. Il Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica è stato consegnato al Garante nella sua versione definitiva il 29 luglio 1998, ai sensi dell'art. 25 della l. 675/96. Il punto chiave del codice è la distinzione fra la sfera privata e interesse pubblico. È composto da 13 articoli, nei quali si inserisce la tutela di alcuni diritti personali come il diritto alla riservatezza sulle origini etniche, il pensiero politico, le abitudini sessuali, le convinzioni religiose, le condizioni di salute delle persone, il diritto alla dignità degli imputati nei processi e dei malati.Di crescente rilievo è il tema della sicurezza informatica che riguarda sia i privati cittadini, sia le imprese: esso coinvolge tutti gli aspetti che riguardano la protezione dei dati sensibili archiviati digitalmente ma in particolare è noto al grande pubblico con riferimento all'utilizzo di Internet.In un contesto simile, mantenere l’anonimato risulta spesso arduo e con il proliferare dei conti on-line e lo spostamento delle aziende su Internet, risulta più semplice per i malintenzionati accedere alle nostre informazioni riservate.


Admin · 337 visite · 6 commenti
Categorie: Istruzioni per l'uso

Pagina precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10  Pagina Successiva