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18 Mag 2008 






Lunedì 12 maggio è stata inaugurata la diciannovesima edizione del Forum Pa presso la Nuova fiera di Roma.
Il Forum della pubblica amministrazione è una mostra che promuove una serie di convegni per l’innovazione delle pubbliche amministrazioni e dei sistemi territoriali.
Fra i “Percorsi di innovazione in Mostra” ho scelto il tag Beni culturali e subito mi si sono visualizzati i convegni, gli stand ed i master afferenti a questo tag. In fondo alla pagina è poi anche disponibile una piantina della mostra.
Per quanto riguarda i beni culturali ci sono in programma due convegni. Il primo riguarda la cultura digitale e le nuove opportunità di sviluppo per il paese, per creare una sinergia fra tecnologie innovative e valorizzazione dei beni culturali. Non è infatti un caso che l’Italia, la quale ha un notevole patrimonio culturale, ha conquistato, grazie alle nuove tecnologie, una posizione dominante per ciò che concerne la conservazione e la fruizione del patrimonio.Il secondo convegno riguarda invece la spesa pubblica e il patrimonio culturale. L’incontro vuole affrontare il tema della riforma del bilancio e razionalizzazione della spesa pubblica.
I master riguardanti questo tag sono anch’essi due: uno riguarda il circuito d'arte della Pianura Padana, mentre l’altro la valorizzazione del patrimonio culturale per un'offerta turistica di qualità.
Il secondo tag che ho scelto di esplorare è quello dello Sviluppo sostenibile. I convegni che mi si sono profilati davanti sono un po’ di più rispetto a quelli del tag precedente, sono ben 31, ho deciso quindi di fare una scrematura e di esaminarne solo tre.
Il primo, dal titoloAmbiente e salute per lo sviluppo sostenibile”, si occupa della promozione della salute promovendo interventi organici volti a garantire i presupposti indispensabili per la salute.
Il secondo convegno ha come titolo “Governare le trasformazioni delle città: verso un modello di sostenibilità nello sviluppo urbano”. L’ambiente urbano è qui inteso come spazio complesso entro cui si manifesta la necessaria affermazione del principio di integrazione delle politiche, e partendo da queste prospettive governare le trasformazioni urbane significa avviare un’azione di coordinamento capace di integrare le azioni e le politiche di enti e istituzioni verso la costruzione di modelli di sviluppo condivisi.
Il terzo convegno che ho scelto di esaminare riguarda il rapporto fra Università ed enti locali, intendendo la città come un’incubatrice di trasformazioni, a cura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Il convegno si basa sul principio secondo cui governare le trasformazioni oggi significa attenersi al complesso assetto dello spazio geoeconomico. In questo scenario ogni città acquisisce la sua specificità. Ed è proprio in questa ottica che sono trattati i temi del convegno, riguardanti: la mobilità urbana per un centro minore della provincia di Reggo Calabria ma crocevia di bacini intercomunali (il PUT di Polistena); il rapporto di sostenibilità ecoprogettuale delle fiumare in contesti urbani degradati e il posizionamento strategico delle città nella nuova programmazione 2007-2013.
Anche i master afferenti allo sviluppo sostenibile sono decisamente di più, sono otto:
· Agenda 21 in Italia e in Europa: il bilancio di dieci anni di impegno
· I parchi come opportunità di sviluppo e turismo sostenibile: il Parco della Majella
· Il piano di risparmio energetico per gli edifici pubblici di Padova
· Il progetto innovativo di bioedilizia CasaClima a Bolzano
· Le città e l'ambiente: lo studio di Dexia-Crediop sulle città italiane
· Le regole per sottoscrivere il Patto dei Sindaci europei per il risparmio energetico, la riduzione delle immissioni e il manuale per il Piano energetico delle città
· Politiche ambientali urbane: dall'inceneritore di Vienna alle biciclette di Parigi,

risparmio ed efficienza energetica: la riduzione dei consumi energetici del Comune di Roma.


Admin · 355 visite · 2 commenti
Categorie: Istruzioni per l'uso
17 Mag 2008 



È impossibile riuscire a comunicare tutto ciò che si pensa attraverso il linguaggio; anche se l’uomo, quasi sopravvalutando le proprie capacità, è sempre convinto che riuscirà a convertire qualsiasi pensiero in parola e che questo potrà essere facilmente rivelabile agli altri. Il che è assurdo, nessun uomo è capace di fare ciò. Un sistema di comunicazione così basato sarebbe irrealizzabile perché il dire comporta anche un non dire, una silenziosità, in quanto molto di quel che vogliamo esprimere rimane sottinteso, non del tutto proferito. Questo perché il processo comunicativo umano è formato in modo tale che si possa sottacere molto di quello che in effetti si pensa, grazie al fatto che ogni comunicazione presuppone un sistema di conoscenza a priori, già ben delineato, che ci permette di capire anche ciò che nel linguaggio viene istintivamente taciuto.
Ogni voler dire vive in stretta simbiosi con il suo paradossale opposto rappresentato dal tacere, poiché solo allenandoci al silenzio intorno alle innumerevoli cose che vorremmo dire, potremmo giungere a dirne almeno una.
È insito nelle attitudini proprie di una società il selezionare, lo scegliere fra la moltitudine dei suoni che l’apparato articolatorio umano è in grado di produrre. Questa primordiale selezione costituisce la nascita del linguaggio, che possiede tale forma proprio grazie ad un meccanismo di mutilazione del dire. Ogni dire, quindi, presuppone un non dire, un silenzio, il quale rende possibile il parlare. Questo, infatti, non sarebbe attuabile se ognuno pretendesse di poter dire tutto; non esisterebbe, in questo caso, per l’umanità la stessa capacità di parlare, è una sorta di compromesso che ogni civiltà complessa ha attuato: il tacere delle cose permette il poterne dire altre.
Per José Ortega y Gasset vi sono altre due forme di limitazione. Una è rappresentata da quella abilità unica dell’essere umano di riuscire a codificare anche ciò che l’altro interlocutore non ha esplicitamente detto. E ciò può essere compreso solo grazie alla capacità di indovinare i pensieri dell’altro, o per utilizzare un linguaggio più tecnico, la facoltà di ragionare per meta-rappresentazioni, che permettono di capire le intenzioni informative sottintese.
L’altra forma di limitazione consiste nel fatto che il linguaggio umano è articolato su diversi livelli, i quali contribuiscono a veicolare aspetti importanti degli enunciati che si producono. Il livello non verbale, che riguarda l’espressione facciale, la gestualità, la posizione delle spalle, serve a completare il mero proferimento vocale. Riconoscendo così al linguaggio un carattere deittico e ostensivo.


Admin · 231 visite · 1 commento
Categorie: Esercizi di stile
13 Mag 2008 
La comunicazione d’impresa si differenzia, sia in termini di linguaggio che di presentazione al pubblico, in base ai mezzi su cui viene proposta. Su internet si basa sull’interattività, sulla possibilità da parte dell’utente di poter scegliere.
Alcune offerte attirano gli utenti più di altre perché offrono la possibilità di giungere fino a certi servizi senza registrarsi, senza invadere da principio la privacy dei fruitori. Agli albori del web la registrazione era una barriera enorme perché le persone non sapevano se fidarsi a fornire le proprie informazioni personali ai siti. Oggi è molto più comune registrarsi se un sito è fidato e si desiderano i prodotti o i servizi che offre. Molti siti di commercio elettronico hanno ridisegnato i propri processi d’acquisto cosicché gli utenti possano completare un acquisto senza doversi registrare fin dall’inizio delle mediazioni.Costruire comunicazione d’impresa sulla rete implica che si studi e si conosca in maniera approfondita prima il mezzo. Bisogna essere all’altezza del proprio brand (marca). Ci sono siti realizzati per una comunicazione d’impresa lontani dal proprio prodotto, in cui si riduce di molto il livello della parola. La parola risulta determinante per guidare l’utente in un determinato percorso.
In questo ambito prendo a mo’ d’esempio il sito della Fiat. All’indirizzo www.fiat.it è possibile trovare tutte le novità dell’azienda, sia per quanto riguarda gli ultimi modelli sul mercato sia per le promozioni attivate da questa. Tramite il link “e-garage” è possibile entrare in un’area altamente interattiva in cui si possono gestire le scadenze legate alla propria auto, registrare i dati del proprio concessionario e contattarlo. Tramite il link “lineaccessori” è invece possibile scegliere il modello che si preferisce, tramite una barra di scorrimento, e cliccare sopra questo per vedere gli accessori ad esso collegati. Il sito è interamente volto a creare una sorta di complicità con l’utente, dando importanza al prodotto ma soprattutto alla possibilità di poter realizzare quasi da soli l’auto che interessa.
Nella comunicazione sociale, invece, il valore della parola è amplificato rispetto agli altri mezzi. Internet, molto più di altri media, permette ad associazioni attive nel sociale di poter arrivare a tutti. Emergency penso sia il miglior esempio da portare per questo discorso sulla comunicazione sociale, anche perché ho una sorella che è una sostenitrice accanita e attivissima in ambito regionale.
Il sito, visitabile all’indirizzo www.emergency.it , è consultabile anche in lingua inglese. In home page è possibile trovare tutte le indicazioni riguardanti gli ambiti in cui l’associazione opera, con in evidenza i numeri utili per sostenere le sue iniziative tramite delle donazioni. Donazioni che possono anche essere fatte on line tramite il link “fai una donazione on line”. Il sito è soprattutto incentrato a mostrare e far conoscere, non solo i risultati ottenuti dall’associazione, ma soprattutto i fini a cui mira, le sue ragioni di esistenza e i risultati futuri che vorrebbe raggiungere. E proprio per questo trova nella parola il suo elemento cardine di promozione e sensibilizzazione sociale.


Admin · 337 visite · 6 commenti
Categorie: Istruzioni per l'uso
11 Mag 2008 


«In tutto sono circa 1.000 gli agenti schierati di cui numerosi intorno all'area del Lingotto, sede della kermesse, la cosidetta 'zona rossa' - chiamata così dai contestatori- dove da giorni sono proibiti assembramenti. Comunque, non è previsto che il corteo promosso dall'Associazione Free Palestine in partenza nelle prime ore del pomeriggio da Corso Marconi, possa avvicinarsi all'ingresso del Lingotto in quanto la Questura ha disposto che si sciolga un paio di centinaia di metri prima. Ovvero a piazzale Filzi, dove terminerà la manifestazione dopo essere passata per via Madama Cristina, piazza Carducci e via Genova. Secondo gli organizzatori del corteo sono attese circa 7.000 persone. I responsabili della sicurezza parlano invece di 2.000 manifestanti»


La situazione non poteva essere più rilassata sabato alla fiera del libro di Torino. Anzi, forse proprio grazie a questo allarmismo dilagante ed al panico seminato dai media durante la settimana precedente all’apertura, mi sono potuta godere appieno la fiera, senza calca, poiché molti, impauriti dalle conseguenze del corteo, hanno pensato bene di evitare la visita al sabato.
A farmi paura sono state di più le forze armate schierate a decine e decine con camionette e manganelli di fronte la fiera. Perché non so a voi, ma anche quando non ho niente da temere, passare di fronte ad un agente armato mi mette una certa agitazione.
Non sono mai stata d’accordo con questo corteo, ma men che meno con le comparazioni che nella scorsa settimana sono state fatte. Ma come si può mettere a paragone la morte di un ragazzo con una bandiera abbrustolita? E questo è niente, perché già fino qua una persona dotata di buon senso avrebbe evitato di pronunciare nella stessa frase le parole ragazzo ucciso e bandiera bruciata. La cosa più grave è stato affermare che fra le due azioni la seconda è di gran lunga peggiore… ma si può???
Comunque, a parte questo sfogo polemico, la fiera è davvero stupenda, è stato come trovarsi all’interno della biblioteca di Babele, dove puoi trovare tutto lo scibile umano! E sinceramente, per quanto riguarda la presenza effettiva di Israele all’interno della fiera, poteva anche essere dedicata a topolino e paperino, perché se non l’avessi saputo non me ne sarei mai accorta. L’unica presenza evidente è uno stand, certamente grande non c’è che dire, ma non superiore rispetto a quello della Mondatori o dell’Einaudi.
La cosa bella della fiera è che trovi concentrati in un unico luogo scrittori, giornalisti (e purtroppo anche cantanti prestati alla scrittura) tutti intenti a promuovere e a discutere sui loro testi. E se in una sala potevi partecipare all’incontro con Camilleri, in un’altra al dibattito con Gianrico Carofiglio, ti potevi trovare allo stand della regione Calabria a stringere la mano di Carmine Abate!


Admin · 165 visite · 1 commento
Categorie: Esercizi di stile
07 Mag 2008 
È davvero svanito il “principio assoluto” della brevità in rete? Il prof Alfonso ha detto sì (che messa così sembra il revival di un vecchio spot già pessimo ai tempi), o meglio ha detto che queste false credenze non hanno mai avuto effettivo fondamento. Io non sono del tutto d’accordo.
Certo non è un problema di “prescia” (fretta in catanzarese), chi si siede davanti ad un monitor quasi mai lo fa per pochi nano secondi, o se lo fa è giusto per controllare la mail e quindi neanche si sofferma a leggere le ultime notizie on line.
Piuttosto penso sia un problema di efficacia della comunicazione e dell’integrazione di questa con gli altri scopi a cui è destinato internet.
Chi si trova davanti ad un computer lo fa per visitare, controllare, cercare diversi siti e diverse informazioni. Penso che nessuno si sia mai “affossato” su un unico sito. Quindi è fondamentale che la comunicazione sia diretta, che non si perda in vuoti siparietti visivi, che non ci siano artifizi grafici esagerati e quindi anche che i testi non siano troppo lunghi così da permettere all’utente di potersi soffermare in modo indisturbato anche su tutti gli altri siti per cui si è connesso.

Forse parlo anche da sostenitrice del breve ma efficace, ma, il giornale, proprio per la sua corposità fisica comporta il fatto che si possa leggere in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi luogo, l’informazione in rete invece è legata ad un mezzo il quale richiede una connessione e del tempo libero a disposizione per trovare tutto ciò che si vuole guardare, leggere e approfondire in quel determinato momento. Quindi credo che, proprio per la sua mancanza di mobilità fisica, proprio perché quando si è in rete difficilmente ci si concentra su un’unica cosa, sarebbe più corretto che i testi destinati ad informare si connettessero a questa esigenza del fruitore di far convergere il bisogno di essere continuamente aggiornato con le altre esigenze.


Admin · 209 visite · 4 commenti
Categorie: Istruzioni per l'uso

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