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19 Giu 2008 


La legge che istituisce l’Autorità per le garanzie delle comunicazioni (Agcom) prevede per essa una sola fonte di nomina, il parlamento, con un sistema elettorale tale da garantire ad entrambi gli schieramenti politici una rappresentanza di pari peso.
Nei casi di acuto scontro politico l’Agcom tende a bloccarsi o a rimandare le proprie decisioni.
Nella sua prima composizione, in cui l’Autorità era presieduta da Enzo Cheli, il nodo era rappresentato soprattutto dalla materia televisiva e dalla possibilità di ridurre il numero delle reti in chiaro. Nella successiva composizione, presieduta dal 2005 da Corrado Calabrò, le tensioni si sono accentuate soprattutto nel settore delle telecomunicazioni.
La legge istitutiva dell’Agcom si è avventurata sul terreno dell’antitrust e sul numero di reti televisive in chiaro che ciascun soggetto privato può detenere. Secondo i dispositivi attuativi della legge Mammì, mediocre condono edilizio dell’etere del 1990, tale numero era tre, casualmente coincidente con il numero di reti possedute dall’allora Fininvest. La Corte costituzionale già nel 1994 aveva giudicato tale numero eccessivo, ma la volontà popolare aveva bocciato il referendum che avrebbe ridotto queste reti ad una sola. Se tre erano troppe e una sola troppo poca, allora il numero ideale doveva essere due.
Una legge non scritta, ma sempre rispettata dal 1984, prescrive che il numero di reti di Mediaste e Rai deve essere lo stesso; anche se le normative in base alle quali si giunge a questo numero sono diverse perché l’una è un soggetto privato e l’altra la concessionaria del servizio pubblico.
La nuova legge cercò di fare uno slalom fra questi paletti, arrivando così ad una legge prescrittivi secondo la quale un soggetto privato non poteva disporre più del 20% delle reti televisive (quindi due) e non più di una criptata. Le reti in soprannumero dovevano essere trasmesse via satellite. La rete da esiliare era Retequattro, la più debole delle reti Mediaset.
Parallelamente era necessario diminuire la presenza della Rai. Ciò poteva avvenire solo imponendo che una delle sue reti (in questo caso Rai Tre) non raccogliesse più pubblicità, compensando così l’esilio di Retequattro.
Ma quando sarebbe dovuto avvenire questo duplice disarmo? La legge non ne parlava. Doveva essere l’Agcom a stabilire la data, ma di rimando in rimando si è arrivati al 2004, anno in cui è subentrata la legge Gasparri che ha vanificato l’invio sul satellite e l’abolizione della pubblicità su Rai Tre


Admin · 221 visite · 2 commenti
Categorie: Istruzioni per l'uso
22 Mag 2008 
Per questo post rendo grazie a wikipedia.

Il copyright è l'insieme delle normative sul diritto d'autore. È solitamente abbreviato con il simbolo ©.

Nel XX secolo, l'avvento dei riproduttori ed in particolare del computer e di internet, ha fatto venir meno uno dei cardini alla base del copyright: ovvero il costo e la difficoltà di riprodurre e diffondere sul territorio le opere, aspetti fino ad allora gestiti dalla corporazione degli editori dietro congruo compenso o cessione dei diritti da parte degli autori. Ciò ha reso assai difficile la tutela del copyright.
Il primo episodio con eco internazionale, si è avuto a cavallo fra il XX e il XXI secolo con il cosiddetto caso Napster, uno dei primi sistemi di condivisione gratuita di file musicali. La chiusura di Napster avvenuta nel 2002 e generata dalle denunce dagli editori che vedevano nel sistema un concorrente ai propri profitti, non ha risolto se non per breve tempo il problema. Nuovi programmi di file sharing gratuito sono sorti rimpiazzando l'originale Napster e vanificandone la chiusura. Una costante ed ingente diminuzione delle vendite di album musicali è scaturita dalla diffusione di questi sistemi.
Il file sharing, gestito tramite il sistema del peer-to-peer, e in generale le nuove tecnologie e internet si sono evolute e diffuse con grande velocità, rendendo difficile per le legislazioni internazionali un aggiornamento con la medesima prontezza.
L'espressione inglese copyleft individua un modello alternativo di gestione dei diritti d'autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l'autore indica ai fruitori dell'opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. Nella versione originaria del copyleft, cioè quella riferita all'ambito informatico, la condizione principale obbliga i fruitori dell'opera a rilasciare eventuali modifiche apportate all'opera a loro volta sotto lo stesso regime giuridico. In questo modo, il regime di copyleft e tutto il fascio di libertà da esso derivanti sono sempre garantiti.
La pratica comune per raggiungere lo scopo di imporre la libertà di copia e distribuzione di una creazione o di un lavoro, compresi tutti i suoi derivati, è quella di distribuirlo con una licenza.

La privacy è il diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata.La privacy si traduce spesso nella capacità di una persona (o di un gruppo di persone), di impedire che le informazioni che la riguardano diventino note ad altri, inclusi organizzazioni ed enti, qualora il soggetto non abbia volontariamente scelto di fornirle.
Il termine privacy, concetto inizialmente riferito alla sfera della vita privata, negli ultimi decenni ha subito un'evoluzione estensiva, arrivando a indicare il diritto al controllo sui propri dati personali.
La recente diffusione delle nuove tecnologie ha contribuito ad un assottigliamento della barriera della privacy, ad esempio la rintracciabilità dei cellulari o la relativa facilità a reperire gli indirizzi di posta elettronica delle persone.
Oggi la privacy si pone quale indiscutibile strumento di salvaguardia della libera e piena autodeterminazione dell'individuo.Il rapporto fra diritto di cronaca e privacy è molto complesso ed è regolato da una serie di norme che, con il passare degli anni, stanno tentando di stabilire un corretto compromesso fra i diversi interessi messi in campo.Ci sono norme, volte a proteggere la privacy dei cittadini, alle quali i giornalisti devono attenersi durante l'adempimento del proprio lavoro:L'8 luglio del 1993 è stata approvata, da parte del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della Stampa, la Carta dei doveri dei giornalisti italiani. Il documento è significativo in quanto si propone di tutelare la libertà di informazione intesa anche come diritto passivo della collettività. La carta è suddivisa in quattro punti fondamentali: i diritti della persona, il dovere di rettifica, la presunzione di innocenza e le incompatibilità professionali. La parte concernente i diritti della persona, oltre a vietare qualsiasi tipo di discriminazione per razza, religione, sesso ecc., afferma che non si possono pubblicare notizie sulla vita privata delle persone. La legge del 31 dicembre 1996, n. 675 garantisce che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone fisiche. L'articolo 25 si intitola Trattamento di dati particolari nell'esercizio della professione giornalistica, e vieta di trattare senza consenso dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale dei cittadini, e affida al Garante il compito di promuovere l'adozione, da parte del Consiglio nazionale dell'Ordine, di un codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali. Il Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica è stato consegnato al Garante nella sua versione definitiva il 29 luglio 1998, ai sensi dell'art. 25 della l. 675/96. Il punto chiave del codice è la distinzione fra la sfera privata e interesse pubblico. È composto da 13 articoli, nei quali si inserisce la tutela di alcuni diritti personali come il diritto alla riservatezza sulle origini etniche, il pensiero politico, le abitudini sessuali, le convinzioni religiose, le condizioni di salute delle persone, il diritto alla dignità degli imputati nei processi e dei malati.Di crescente rilievo è il tema della sicurezza informatica che riguarda sia i privati cittadini, sia le imprese: esso coinvolge tutti gli aspetti che riguardano la protezione dei dati sensibili archiviati digitalmente ma in particolare è noto al grande pubblico con riferimento all'utilizzo di Internet.In un contesto simile, mantenere l’anonimato risulta spesso arduo e con il proliferare dei conti on-line e lo spostamento delle aziende su Internet, risulta più semplice per i malintenzionati accedere alle nostre informazioni riservate.


Admin · 335 visite · 6 commenti
Categorie: Istruzioni per l'uso
18 Mag 2008 






Lunedì 12 maggio è stata inaugurata la diciannovesima edizione del Forum Pa presso la Nuova fiera di Roma.
Il Forum della pubblica amministrazione è una mostra che promuove una serie di convegni per l’innovazione delle pubbliche amministrazioni e dei sistemi territoriali.
Fra i “Percorsi di innovazione in Mostra” ho scelto il tag Beni culturali e subito mi si sono visualizzati i convegni, gli stand ed i master afferenti a questo tag. In fondo alla pagina è poi anche disponibile una piantina della mostra.
Per quanto riguarda i beni culturali ci sono in programma due convegni. Il primo riguarda la cultura digitale e le nuove opportunità di sviluppo per il paese, per creare una sinergia fra tecnologie innovative e valorizzazione dei beni culturali. Non è infatti un caso che l’Italia, la quale ha un notevole patrimonio culturale, ha conquistato, grazie alle nuove tecnologie, una posizione dominante per ciò che concerne la conservazione e la fruizione del patrimonio.Il secondo convegno riguarda invece la spesa pubblica e il patrimonio culturale. L’incontro vuole affrontare il tema della riforma del bilancio e razionalizzazione della spesa pubblica.
I master riguardanti questo tag sono anch’essi due: uno riguarda il circuito d'arte della Pianura Padana, mentre l’altro la valorizzazione del patrimonio culturale per un'offerta turistica di qualità.
Il secondo tag che ho scelto di esplorare è quello dello Sviluppo sostenibile. I convegni che mi si sono profilati davanti sono un po’ di più rispetto a quelli del tag precedente, sono ben 31, ho deciso quindi di fare una scrematura e di esaminarne solo tre.
Il primo, dal titoloAmbiente e salute per lo sviluppo sostenibile”, si occupa della promozione della salute promovendo interventi organici volti a garantire i presupposti indispensabili per la salute.
Il secondo convegno ha come titolo “Governare le trasformazioni delle città: verso un modello di sostenibilità nello sviluppo urbano”. L’ambiente urbano è qui inteso come spazio complesso entro cui si manifesta la necessaria affermazione del principio di integrazione delle politiche, e partendo da queste prospettive governare le trasformazioni urbane significa avviare un’azione di coordinamento capace di integrare le azioni e le politiche di enti e istituzioni verso la costruzione di modelli di sviluppo condivisi.
Il terzo convegno che ho scelto di esaminare riguarda il rapporto fra Università ed enti locali, intendendo la città come un’incubatrice di trasformazioni, a cura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Il convegno si basa sul principio secondo cui governare le trasformazioni oggi significa attenersi al complesso assetto dello spazio geoeconomico. In questo scenario ogni città acquisisce la sua specificità. Ed è proprio in questa ottica che sono trattati i temi del convegno, riguardanti: la mobilità urbana per un centro minore della provincia di Reggo Calabria ma crocevia di bacini intercomunali (il PUT di Polistena); il rapporto di sostenibilità ecoprogettuale delle fiumare in contesti urbani degradati e il posizionamento strategico delle città nella nuova programmazione 2007-2013.
Anche i master afferenti allo sviluppo sostenibile sono decisamente di più, sono otto:
· Agenda 21 in Italia e in Europa: il bilancio di dieci anni di impegno
· I parchi come opportunità di sviluppo e turismo sostenibile: il Parco della Majella
· Il piano di risparmio energetico per gli edifici pubblici di Padova
· Il progetto innovativo di bioedilizia CasaClima a Bolzano
· Le città e l'ambiente: lo studio di Dexia-Crediop sulle città italiane
· Le regole per sottoscrivere il Patto dei Sindaci europei per il risparmio energetico, la riduzione delle immissioni e il manuale per il Piano energetico delle città
· Politiche ambientali urbane: dall'inceneritore di Vienna alle biciclette di Parigi,

risparmio ed efficienza energetica: la riduzione dei consumi energetici del Comune di Roma.


Admin · 354 visite · 2 commenti
Categorie: Istruzioni per l'uso
13 Mag 2008 
La comunicazione d’impresa si differenzia, sia in termini di linguaggio che di presentazione al pubblico, in base ai mezzi su cui viene proposta. Su internet si basa sull’interattività, sulla possibilità da parte dell’utente di poter scegliere.
Alcune offerte attirano gli utenti più di altre perché offrono la possibilità di giungere fino a certi servizi senza registrarsi, senza invadere da principio la privacy dei fruitori. Agli albori del web la registrazione era una barriera enorme perché le persone non sapevano se fidarsi a fornire le proprie informazioni personali ai siti. Oggi è molto più comune registrarsi se un sito è fidato e si desiderano i prodotti o i servizi che offre. Molti siti di commercio elettronico hanno ridisegnato i propri processi d’acquisto cosicché gli utenti possano completare un acquisto senza doversi registrare fin dall’inizio delle mediazioni.Costruire comunicazione d’impresa sulla rete implica che si studi e si conosca in maniera approfondita prima il mezzo. Bisogna essere all’altezza del proprio brand (marca). Ci sono siti realizzati per una comunicazione d’impresa lontani dal proprio prodotto, in cui si riduce di molto il livello della parola. La parola risulta determinante per guidare l’utente in un determinato percorso.
In questo ambito prendo a mo’ d’esempio il sito della Fiat. All’indirizzo www.fiat.it è possibile trovare tutte le novità dell’azienda, sia per quanto riguarda gli ultimi modelli sul mercato sia per le promozioni attivate da questa. Tramite il link “e-garage” è possibile entrare in un’area altamente interattiva in cui si possono gestire le scadenze legate alla propria auto, registrare i dati del proprio concessionario e contattarlo. Tramite il link “lineaccessori” è invece possibile scegliere il modello che si preferisce, tramite una barra di scorrimento, e cliccare sopra questo per vedere gli accessori ad esso collegati. Il sito è interamente volto a creare una sorta di complicità con l’utente, dando importanza al prodotto ma soprattutto alla possibilità di poter realizzare quasi da soli l’auto che interessa.
Nella comunicazione sociale, invece, il valore della parola è amplificato rispetto agli altri mezzi. Internet, molto più di altri media, permette ad associazioni attive nel sociale di poter arrivare a tutti. Emergency penso sia il miglior esempio da portare per questo discorso sulla comunicazione sociale, anche perché ho una sorella che è una sostenitrice accanita e attivissima in ambito regionale.
Il sito, visitabile all’indirizzo www.emergency.it , è consultabile anche in lingua inglese. In home page è possibile trovare tutte le indicazioni riguardanti gli ambiti in cui l’associazione opera, con in evidenza i numeri utili per sostenere le sue iniziative tramite delle donazioni. Donazioni che possono anche essere fatte on line tramite il link “fai una donazione on line”. Il sito è soprattutto incentrato a mostrare e far conoscere, non solo i risultati ottenuti dall’associazione, ma soprattutto i fini a cui mira, le sue ragioni di esistenza e i risultati futuri che vorrebbe raggiungere. E proprio per questo trova nella parola il suo elemento cardine di promozione e sensibilizzazione sociale.


Admin · 336 visite · 6 commenti
Categorie: Istruzioni per l'uso
07 Mag 2008 
È davvero svanito il “principio assoluto” della brevità in rete? Il prof Alfonso ha detto sì (che messa così sembra il revival di un vecchio spot già pessimo ai tempi), o meglio ha detto che queste false credenze non hanno mai avuto effettivo fondamento. Io non sono del tutto d’accordo.
Certo non è un problema di “prescia” (fretta in catanzarese), chi si siede davanti ad un monitor quasi mai lo fa per pochi nano secondi, o se lo fa è giusto per controllare la mail e quindi neanche si sofferma a leggere le ultime notizie on line.
Piuttosto penso sia un problema di efficacia della comunicazione e dell’integrazione di questa con gli altri scopi a cui è destinato internet.
Chi si trova davanti ad un computer lo fa per visitare, controllare, cercare diversi siti e diverse informazioni. Penso che nessuno si sia mai “affossato” su un unico sito. Quindi è fondamentale che la comunicazione sia diretta, che non si perda in vuoti siparietti visivi, che non ci siano artifizi grafici esagerati e quindi anche che i testi non siano troppo lunghi così da permettere all’utente di potersi soffermare in modo indisturbato anche su tutti gli altri siti per cui si è connesso.

Forse parlo anche da sostenitrice del breve ma efficace, ma, il giornale, proprio per la sua corposità fisica comporta il fatto che si possa leggere in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi luogo, l’informazione in rete invece è legata ad un mezzo il quale richiede una connessione e del tempo libero a disposizione per trovare tutto ciò che si vuole guardare, leggere e approfondire in quel determinato momento. Quindi credo che, proprio per la sua mancanza di mobilità fisica, proprio perché quando si è in rete difficilmente ci si concentra su un’unica cosa, sarebbe più corretto che i testi destinati ad informare si connettessero a questa esigenza del fruitore di far convergere il bisogno di essere continuamente aggiornato con le altre esigenze.


Admin · 208 visite · 4 commenti
Categorie: Istruzioni per l'uso

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